Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo. Niente sarebbe com’è, perché tutto sarebbe come non è. E viceversa.
Alice lo sa. Il mondo alla rovescia non è un errore, è un metodo. È il modo in cui l’immaginazione apre varchi di possibile nella realtà. Sottosopra si può rivoltare la casa per ritrovare, in qualche scatola dimenticata, i film di famiglia, ma sottosopra può essere messa anche la storia. E se gli archivi delle memorie private ci aiutassero a guardare il mondo passato e presente in modo nuovo? Le immagini che nessun potere ha ordinato, le voci fuori campo, i film fatti per amore, a volte per caso. Occorre pettinare la storia contropelo, diceva Walter Benjamin – e gli archivi spesso ci aiutano a farlo. Mettere sottosopra il mondo, allora, e scoprire che forse spariscono oppressioni, fame, guerre, miserie e ingiustizie sociali, discriminazioni e violenze sui corpi.
E chissà, forse siamo noi adesso a essere sottosopra e cercare la strada verso il cielo. Dante lo sapeva: bisogna scendere fino al centro della terra, attraversare il buio, capovolgere il corpo. Lo sanno anche i protagonisti di Stranger Things che hanno attraversato Il Sottosopra – quel mondo speculare, oscuro, identico e irriconoscibile che esiste appena al di là della crepa. E infine uscire, “per un pertugio tondo”, quasi come la lente di una cinepresa e di un proiettore, a riveder le stelle
Upside Down / Sottosopra è il titolo della XIX di Archivio Aperto Festival, a Bologna dal 22 al 26 ottobre 2026.
Dedicata a chi ha cercato – e a chi ancora cerca – nuovi mondi possibili.
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