The Clearing
Concorso                  

The Clearing

Sabine Groenewegen

Paese

Paesi Bassi, Indonesia

Anno

2026

Durata

89'

Categoria

Documentario

Anteprima

Italiana

Sceneggiatura

Sabine Groenewegen

Fotografia

Sabine Groenewegen, Juan Palacios, Jimged Sendy

Montaggio

Diana Toucedo

Musica

Malu Peeters

Suono

Malu Peeters

Produzione

Manon Bovenkerk (near/by film), Sabine Groenewegen

Distribuzione

María Vera (Kino Rebelde)

Sinossi

All’inizio del XX secolo, le forze coloniali olandesi trasformarono la foresta pluviale di Sumatra in immense piantagioni di gomma. Dai Paesi Bassi, gli uomini arrivarono in massa sull’isola per dirigere una forza lavoro a contratto sottoposta a condizioni prossime alla schiavitù. Lo sfruttamento sessuale delle donne, un segreto noto a tutti ma taciuto, divenne uno dei pilastri di quel sistema coloniale.

Dietro le porte chiuse, le contraddizioni razziali su cui si fondava quel mondo alimentarono un silenzio ribelle, destinato a protrarsi per generazioni. In dialogo con i fantasmi di ciò che è rimasto invisibile, immagini d’archivio e nuove riprese si intrecciano dando corpo alle complesse stratificazioni della memoria, del riconoscimento e della resistenza.

Biografia

Sabine Groenewegen (1985, L’Aia) è una regista, artista visiva e ricercatrice. Il suo film d’esordio Odyssey (2018) — un film di fantascienza in stile found footage che esplora il concetto di “bianchezza” e gli immaginari nazionali plasmati dal capitalismo razziale — è stato presentato in anteprima al Doclisboa e ha vinto il Doc Alliance Award. Remanence (2024), un cortometraggio su un movimento antifascista femminile degli anni ’30 ormai dimenticato, è stato presentato in anteprima al Cinéma du Réel. Le sue opere sono state esposte in istituzioni quali l’ICA, il Bozar e l’EYE Filmmuseum.

Dichiarazione

Sono cresciuta in una cittadina di provincia olandese, continuamente sconvolta dall’ostilità normalizzata nei confronti di chi veniva considerato diverso. Il mio primo film è stato un documentario di fantascienza realizzato con filmati d’archivio, nato dall’esigenza di comprendere il concetto di “bianchezza” nel contesto del capitalismo razziale storico. In quel periodo, ho scoperto una fotografia della mia bisnonna Helena. Sebbene mia madre non ne avesse idea, il suo volto mi rivelava chiaramente tratti giavanesi. L’assenza di Helena mi sembrava attiva, come se esigesse di essere vista. Mi ha condotto ad altre omissioni e alla storia non raccontata delle donne asiatiche nelle piantagioni coloniali olandesi di gomma. Qui, una schiavitù nascosta continuò fino agli anni ’40, mascherata da eufemismi e da una propaganda accuratamente studiata. Nel mio tentativo di comprendere cosa fosse realmente accaduto, mi sono imbarcata in una ricerca attraverso documenti coloniali declassificati, fragili tracce di protesta e resistenza, e attraverso il paesaggio segnato da quei fatti.

— Sabine Groenewegen

Materiali d’archivio

Collezione Eye Filmmuseum

Istituto olandese per il suono e l’immagine

Groninger Archieven

Archivio Prelinger.

 

Extra

La presentazione del film all’interno del festival è supportata dall’Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi.