All’inizio del XX secolo, le forze coloniali olandesi trasformarono la foresta pluviale di Sumatra in immense piantagioni di gomma. Dai Paesi Bassi, gli uomini arrivarono in massa sull’isola per dirigere una forza lavoro a contratto sottoposta a condizioni prossime alla schiavitù. Lo sfruttamento sessuale delle donne, un segreto noto a tutti ma taciuto, divenne uno dei pilastri di quel sistema coloniale.
Dietro le porte chiuse, le contraddizioni razziali su cui si fondava quel mondo alimentarono un silenzio ribelle, destinato a protrarsi per generazioni. In dialogo con i fantasmi di ciò che è rimasto invisibile, immagini d’archivio e nuove riprese si intrecciano dando corpo alle complesse stratificazioni della memoria, del riconoscimento e della resistenza.