Il film è girato nello studio dell’artista in Piazza Santo Spirito e vede agire in scena l’autore stesso, assieme a Massimo Becattini, Renato Ranaldi e Nicola Paoli, nel segno di una vivace collaborazione di alcuni tra gli artisti più attivi nel contesto della cosiddetta Scuola di Firenze.
I personaggi, trattati in parziali e subitanee apparizioni, assieme a spostamenti di oggetti o viraggi di colore in una struttura di immagine pressoché immobile, sono utilizzati come chiave dinamica del film. Il lavoro fa parte del ciclo l’Immobile Movimento, composto da film e opere legate alla tesi che anche un’immagine immobile possa contenere il movimento.
In particolare, Morte del Movimento propone un esercizio di attenzione percettiva, trasformando la proiezione in una sorta di performance collettiva: prima della visione, il pubblico era invitato dall’artista a improvvisare dal vivo una colonna sonora, sulla base della imprevedibile stasi o dinamica delle immagini. Nell’edizione del 2025 sarà ugualmente richiesto al pubblico di Archivio Aperto di partecipare alla creazione di una colonna sonora improvvisata.