Le prime volte
Concorso                  

Le prime volte

The First Times

Giulia Cosentino, Perla Sardella

Paese

Italia, Spagna

Anno

2025

Durata

16'

Categoria

Documentario

Sceneggiatura

Giulia Cosentino, Perla Sardella

Fotografia

Giulia Cosentino, Perla Sardella, Luciana Castellina, Valentini, De Abbondi

Montaggio

Ainhoa Andraka, Davide Minotti, Perla Sardella

Musica

Sapore

Suono

Marzia Cordò

Produzione

Malfé Film

Distribuzione

Lights On

Sinossi

Emilia e Caterina si scrivono lettere in cui rivivono i loro ricordi adolescenziali e le prime esperienze in un collegio negli anni ’50. Hanno scelto la vita che desideravano davvero o solo quella che osavano immaginare?

Biografia

Giulia Cosentino è una regista, sceneggiatrice e ricercatrice nata a Catania, in Sicilia (Italia). Si è laureata in cinema e arti visive presso l’Università Roma Tre, la Sorbona Nouvelle di Parigi, la Nova di Lisbona e la Pompeu Fabra di Barcellona. Ha collaborato a numerosi film, tra cui Martin Eden di Pietro Marcello, Io capitano di Matteo Garrone e Grand Tour di Miguel Gomes. Nel 2019 ha diretto il suo primo cortometraggio He and I (presentato in anteprima al Torino Film Festival) e nel 2020 il secondo Why are you running away?, che fa parte del film collettivo Le storie che saremo prodotto da Ginko Film. Nel 2022 ha vinto il Premio Solinas per la migliore sceneggiatura per un lungometraggio. Attualmente vive tra Roma e Palermo, dove insegna regia nel riutilizzo degli archivi al Centro Sperimentale di Cinematografia – Sede Sicilia e lavora come sceneggiatrice e regista. ​

 

Perla Sardella è montatrice e documentarista, nata a Jesi nel 1991 (Italia). Si è laureata in Cinema e Arti Multimediali all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano. Lavora con immagini fisse e in movimento, e con diversi formati tra cui audiovisivi lineari, fotografia e installazioni video. Comfort Zone (2015), il suo primo cortometraggio, è stato presentato al Torino Film Festival nel programma Italiana.corti. Prendere la parola (2019) ha vinto il primo premio nella categoria Prospettive al Festival FILMMAKER di Milano. Le grand viveur (2020) è stato selezionato in concorso nella sezione mediometraggi e cortometraggi del festival Visions Du Réel. Alcune delle sue opere sono state esposte in gallerie d’arte nazionali e internazionali (The Wrong Biennale, Biennale Mulhouse de la jeune création, Fondazione smART). È co-fondatrice dell’associazione per la valorizzazione del patrimonio cinematografico familiare “Reframing Home Movies”. Vive e lavora a Genova.

Dichiarazione

Le prime volte è lo scontro di due (doppi) sguardi, le nostre prospettive attraverso la costruzione di quelle delle protagoniste. La storia di Caterina ed Emilia è raccontata attraverso i nostri linguaggi. I due capitoli le vedono entrambe protagoniste, ma da due punti di vista diversi. Il cinema amatoriale ci offre materiale girato quasi esclusivamente da uomini che, in quanto capifamiglia, sono diventati i detentori della memoria familiare e ne scrivono la storia. Le riprese che compongono questi film sono modellate sul desiderio maschile. La nostra intenzione è quella di utilizzare alcuni di questi ricordi privati per riscriverli secondo un altro tipo di desiderio e di sguardo, quello femminile, rimasto inespresso per troppo tempo. La decisione di stravolgere il valore documentario di queste immagini è un atto politico di riappropriazione: sostituendo chi filma, sostituiamo anche chi detiene il potere di raccontare la storia. Così le immagini d’archivio, originariamente girate da registi uomini, in questo film appartengono allo sguardo di Emilia e Caterina. Non si tratta di un lavoro filologico, ma di uno strumento di lettura delle immagini. Lo spettatore dà un’interpretazione diversa delle immagini quando sa che sono state girate da donne anziché da uomini. Lavorare a un film come questo ci dà l’opportunità di raccontare la storia di due protagoniste dal loro punto di vista personale. Nel realizzare questo film, ognuna di noi è partita dai propri riferimenti e ha seguito il proprio percorso autoriale. Il risultato sono due capitoli che adottano linguaggi diversi ma con una guida comune. Abbiamo scelto di lavorare considerando due piani che il materiale a nostra disposizione ci offriva: il “visibile” e il “segreto”. Le parole di Emilia e Caterina sono plasmate da lavagne scritte. Questo perché la forma scritta è quella che ci offre l’opportunità di lavorare sul diario e sulla forma epistolare e di entrare più in intimità con i personaggi. Emilia e Caterina si scrivono, finalmente libere. L’audio è invece portato avanti dalle voci di Caterina ed Emilia in collegio, in un tempo lontano, come se fossero momenti del loro passato, delle loro notti che fanno capolino dalla memoria.

— Giulia Cosentino, Perla Sardella

Materiali d’archivio

Fondo Valentini – privato

Fondo De Abbondi – privato

Fondo Castellina – Aamod