«Giocare a nascondino in un labirinto notturno di livelli, cascate, balaustre, grotte e fontane zampillanti e incessanti, finché la strega dell’acqua e la fontana non diventano una cosa sola».
Sulle note di Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, una dama barocca entra ed esce dalla Fontana di Tivoli a Roma, fino a fondersi con l’acqua. Il titolo stesso, Eaux d’artifice, è un gioco di parole francese su “Fireworks” (Feux d’artifice), proprio il titolo del primo film di Anger.