Un documentario profondamente intimo e struggente nel quale Alan Berliner disegna un ritratto dell’amica e collega newyorkese Benita Raphan, filmmaker newyorkese che si è tolta la vita durante la pandemia di Covid. Nel corso degli anni Benita ha realizzato diversi splendidi cortometraggi – tra cui ritratti di Emily Dickinson, John Nash, Helen Keller e Buckminster Fuller – esplorando il rapporto tra salute mentale, innovazione e creatività.
Attingendo dall’archivio personale di Benita – film, diari, disegni, fotografie, filmati amatoriali e 40 dischi rigidi – Berliner tesse l’arazzo della vita di un’artista, offrendo profonde riflessioni sulle intersezioni tra solitudine, ispirazione e resilienza umana.