BENITA
Concorso                  

BENITA

Alan Berliner

Paese

Stati Uniti

Anno

2025

Durata

81'

Categoria

Documentario

Anteprima

Italiana

Sceneggiatura

Alan Berliner

Fotografia

Connor K. Smith, Benita Raphan, Andy Garrison

Montaggio

Alan Berliner

Musica

Robert Miller, Pierre Foldes, Hayes Greenfield

Suono

Benita Raphan, Alan Berliner

Produzione

Experiments in Time, Light & Motion

Distribuzione

Experiments in Time, Light & Motion

Sinossi

Un documentario profondamente intimo e struggente nel quale Alan Berliner disegna un ritratto dell’amica e collega newyorkese Benita Raphan, filmmaker newyorkese che si è tolta la vita durante la pandemia di Covid. Nel corso degli anni Benita ha realizzato diversi splendidi cortometraggi – tra cui ritratti di Emily Dickinson, John Nash, Helen Keller e Buckminster Fuller – esplorando il rapporto tra salute mentale, innovazione e creatività.

Attingendo dall’archivio personale di Benita – film, diari, disegni, fotografie, filmati amatoriali e 40 dischi rigidi – Berliner tesse l’arazzo della vita di un’artista, offrendo profonde riflessioni sulle intersezioni tra solitudine, ispirazione e resilienza umana.

Biografia

La straordinaria capacità di Alan Berliner di coniugare cinema sperimentale, intenti artistici e fascino popolare in saggi cinematografici avvincenti lo ha reso uno dei registi indipendenti più acclamati d’America. Il New York Times ha descritto l’opera di Berliner come “potente, avvincente e agrodolce… ricca di conflitti e contraddizioni succulenti, innovativa nella tecnica cinematografica, imprevedibile nelle strutture… Alan Berliner illustra il potere delle belle arti di trasformare la vita”.

Dichiarazione

Come tutti i miei film, BENITA è nato da un presentimento che si è rapidamente trasformato in un atto di fede e si è lentamente evoluto in un’intuizione portante nel corso dei quattro anni necessari alla sua realizzazione. Questo è il quarto ritratto che ho realizzato, ciascuno incentrato su una persona relativamente sconosciuta che, secondo l’opinione comune, non sembrerebbe un candidato idoneo a essere oggetto di un’opera biografica. Ciascuno dei miei ritratti si è basato su un’approfondita analisi dell’archivio personale del mio soggetto, che utilizzo per cercare di raccontare una storia che tenga conto dell’intensità e del significato di una vita vissuta.

Benita forse non ha lasciato un biglietto quando si è tolta la vita, ma il suo archivio era una sorta di traccia – quella che io chiamo la “traccia del cineasta” – piena dei suoi film, delle scene scartate, dei video, delle fotografie, dei suoni, della musica, dei taccuini, dei diari e di materiale digitale sufficiente a riempire 40 dischi rigidi. Ho trascorso un anno a esaminare tutto questo – con pazienza, attenzione e diligenza.

— Alan Berliner

Materiali d’archivio

La famiglia di Benita mi ha consegnato tutto ciò che lei ha lasciato quando si è tolta la vita: i suoi film, le scene scartate, i video, le fotografie, i registrazioni audio, la musica, i quaderni, i diari, i disegni, le carte di credito, i passaporti, la corrispondenza e materiale digitale sufficiente a riempire 40 dischi rigidi. Alla fine del film, avevo letto tutto ciò che Benita avesse mai scritto, dalle liste della spesa ai diari personali, fino alle idee per film mai realizzati…