Dopo che un incidente ha causato all’attore Fatsah Bouyahmed una perdita di memoria, filmati d’archivio inediti provenienti da Aubervilliers – il complesso residenziale alla periferia di Parigi dove è cresciuto – iniziano a ricollegarlo sia al suo passato personale sia alla memoria collettiva della sua comunità. Girate negli anni ’80 durante un ambizioso progetto di riqualificazione urbana, le immagini ritraggono un quartiere impegnato a migliorare le proprie condizioni di vita e a immaginare un futuro migliore. Mentre Fatsah rivede quei filmati quarant’anni dopo, riaffiorano i ricordi della famiglia, dell’amicizia, della musica e della vita quotidiana, insieme alle tensioni sociali dell’epoca: l’ascesa del razzismo, la disuguaglianza e l’esclusione. Muovendosi tra passato e presente, Auber 89 rivisita un fugace momento di speranza prima che la disillusione ridisegnasse la periferia parigina, mentre le texture della televisione e delle videocassette VHS radicano la storia nel mondo sensoriale degli anni ’80.
Paese
Francia, ItaliaAnno
2026Durata
80'
Categoria
DocumentarioSceneggiautura
Giuseppe Schillaci, Gabrielle CulandFotografia
Zoltan HauvilleMontaggio
Christine BouteillerMusica
Thibault FrisoniSuono
Maya RosaProduzione
Label VidéoCoproduzione
Paolo Maria Spina Revolver Sylvain Poubelle, Bruno Niepceron vià 93, Pierre-Jean Bartheye Entre PrisesDistribuzione
Revolver (Paolo Maria Spina), Valtellina DistribuzioneSinossi
Biografia
Giuseppe Schillaci è regista e scrittore, nato a Palermo e residente a Parigi, il suo lavoro è stato premiato nei principali festival internazionali. Il suo precedente documentario Bosco Grande (2024) è stato presentato in anteprima alle Giornate degli Autori del Festival del Cinema di Venezia, si è aggiudicato il Gran Premio alla Competizione Nazionale del FIPADOC di Biarritz. Parallelamente alla sua attività di regista, ha pubblicato due romanzi e collabora con le principali riviste letterarie italiane e francesi.
Dichiarazione
Auber 89, come molti dei miei film, è nato da un incontro – un incontro che ne ha generati molti altri. La prima persona a guidarmi in questo mondo è stata Patrice Lutier, l’artefice della riqualificazione partecipata dei complessi residenziali di Aubervilliers negli anni ’80. Patrice mi ha aperto le porte degli archivi comunali di Aubervilliers: quasi cento ore di filmati in Hi8 e U-Matic, conservati lì da oltre quarant’anni.
Mentre guardavo queste registrazioni, provavo una strana sensazione, come se quelle immagini facessero parte dei miei stessi ricordi d’infanzia, ambientati in un quartiere popolare di Palermo. Forse tutte le periferie si assomigliano. Questi archivi video sono pervasi da una straordinaria vitalità collettiva, da una determinazione condivisa a superare insieme le difficoltà. Eppure non sapevo come raccontare la storia delle banlieues francesi che si dispiegavano davanti ai miei occhi. Cercavo qualcuno che potesse incarnare queste immagini dall’interno, una voce unica in grado di trasmettere sia questa storia sia la lotta di un’intera comunità contro la disoccupazione, il razzismo, la dipendenza dall’eroina, il conflitto generazionale e la disillusione politica.
— Giuseppe Schillaci
Materiali d’archivio
Archivi del Comune di Aubervilliers, archivi personali del regista (Palermo).