Abuse of Perfect Data è un’esplorazione in immagini in movimento della memoria generazionale, utilizzando filmati d’archivio in 16mm girati dal nonno dell’artista negli anni ’50-’60. Il film contrappone la lentezza analogica all’accelerazione digitale, riflettendo sull’ansia giovanile, l’eredità culturale e la trasformazione degli archivi personali nell’era dei dati.
Paese
ItaliaAnno
2024Durata
7'04"
Categoria
SperimentaleSceneggiatura
Viola CasartelliFotografia
Gaetano FerraraMontaggio
Viola CasartelliMusica
Royalty-free concessa in licenza tramite PixabaySuono
Viola CasartelliSinossi
Biografia
Nata in Italia nel 1997 da famiglia per metà venezuelana. Artista multimediale che lavora nel settore audiovisivo. Laureata in Sociologia e Ricerca Sociale. Ha frequentato una scuola professionale di cinema a Milano. Lavora come montatrice video e direttrice di casting, concentrandosi su narrazioni inclusive. Appassionata di ricerca e rappresentazione, senza gerarchie ed esclusioni.
Dichiarazione
Abuse of Perfect Data nasce da un’urgenza intima: rapportarsi alla memoria non in quanto archivio statico, ma come uno spazio dinamico in cui le immagini ereditate risuonano con il presente. Lavorando
con pellicole in 16mm girate da mio nonno negli anni ’50 e ’60, ho cercato un recupero affettivo e artistico, decostruendo la narrazione familiare per mettere in discussione la nostra identità generazionale. Il titolo è una provocazione: richiama l’attenzione su come le tecnologie archiviano, selezionano e reinterpretano la memoria. Anche i dati “perfetti” possono essere distorti: la conservazione non garantisce la neutralità.
Attraverso questo lavoro, il passato analogico diventa una sostanza viva per esplorare le fratture, le assenze
e le tensioni irrisolte della vita contemporanea.
Il progetto contrappone due temporalità: la lentezza e la tattilità della pellicola contro il sovraccarico visivo del presente digitale. Riflette sulla condizione emotiva della mia generazione, segnata dal disorientamento e dalla ricerca dell’anestesia dell’ansia in un mondo di esposizione costante e iperconnessione.
Per rompere il romanticismo delle immagini d’archivio, le ho abbinate a una voce artificiale: fragile, infantile
ed emotivamente carica. Una voce femminile che amplifica il divario tra ciò che si vede e ciò che si prova, tra immagini ereditate ed emozioni inespresse. In questo senso, Abuse of Perfect Data diventa un tentativo di recuperare il passato dalla nostalgia e renderlo nuovamente politico: un dialogo necessario, anche se impossibile, tra ciò che abbiamo ereditato e ciò che ancora fatichiamo ad articolare.
— Viola Casartelli
Materiali d’archivio
Archivio di famiglia.