Continua in questa edizione la sezione Poetry, diaries, novels. Film di famiglia e letteratura, che ogni anno propone un incontro con uno scrittore o una scrittrice che più di altri abbiano messo a fuoco il tema della parola come indagine sulle storie personali intrecciate alla storia collettiva. I frammenti di vita compongono così il mosaico della storia: passata, presente, futura. Nella loro ricerca, spesso i media di registrazione della realtà – fotografia, cinema – scorrono sotterranei: evocati, indagati, interrogati. L’invito di quest’anno è andato a Judith Koelemeijer, giornalista e scrittrice olandese, e al suo Etty Hillesum. Il racconto della sua vita (Adelphi, 2025).
Etty credeva nella vita con tutto il cuore. Non temeva la morte, perché sapeva che la vita sarebbe andata avanti anche senza di lei e che, un giorno, sarebbero arrivati tempi migliori. L’importante non era lei, bensì il fatto che noi come collettività saremmo riemersi dal fango come specie umana più gentile e amorevole.
Il 9 marzo 1941, su consiglio del suo terapeuta Julius Spier, Esther Hillesum comincia ad affidare a un quaderno il doloroso tumulto dei suoi pensieri – la sua « costipazione spirituale », come la definisce con pungente humour. Non si conoscono suoi scritti anteriori a questa data, fatta eccezione per una lettera del 1936 all’amica Pim. Il 7 settembre 1943 Etty salirà con i genitori e il fratello Mischa su un convoglio diretto ad Auschwitz-Birkenau, immane città di schiavi, e di lei si perderà ogni traccia. Il folgorante diario di quei due anni, 1941-1942, sembra insomma esaurire la sua intera esistenza, quasi fosse il residuo di un rogo – o di un sacrificio. Non c’è un prima e non c’è un dopo. Eppure nel 1941 Etty aveva ventisette anni. Chi era davvero? O, per meglio dire, chi era stata prima che l’incontro con Spier la facesse rinascere? Interrogando instancabilmente innumerevoli documenti, testimonianze, carteggi, alberi genealogici e album di famiglia, Judith Koelemeijer è riuscita a colmare il vuoto che circonda il Diario, a dargli uno sfondo : a far luce sulla famiglia di Etty – « strepitoso miscuglio di barbarie e alta cultura » ed epicentro di un sisma psichico che travolgerà, oltre a lei, i fratelli Jaap e Mischa –, sugli studi universitari di diritto e sulla passione per la letteratura russa, sulla vasta rete di amicizie, sui molteplici, spregiudicati legami sentimentali (« Ho spezzato il mio corpo come se fosse pane e l’ho distribuito agli uomini »), sulla sofferta decisione di lavorare alle dipendenze del Consiglio ebraico nel campo di Westerbork, dove vengono ammassati gli ebrei destinati alla deportazione e dove può sentirsi parte di un destino collettivo che occorre accettare: « essere presenti con tutto il cuore », questo solo conta.
Giornalista e scrittrice, Judith Koelemeijer vive e lavora ad Amsterdam. Etty Hillesum è apparso per la prima volta nel 2022.
Con il sostegno di Settore Biblioteche e Welfare culturale del Comune di Bologna nell’ambito del Patto per la Lettura di Bologna e il supporto di Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi, Dutch Foundation for Literature e ‘La Scoperta dell’Olanda’.
In collaborazione con Adelphi e Libreria Trame.
–
Immagine: Etty Hillesum durante una gita in barca a vela (1937). Foto di Bernard Meijlink | color editing cover photo © erwin zeemering