Orfeo TV: La televisione di strada prima dei social media
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Orfeo TV: La televisione di strada prima dei social media

A cura del collettivo Orfeo TV

Dedicato a Giancarlo “Ambrogio” Vitali

 

Era il 21 giugno 2002 quando a Bologna iniziavano le trasmissioni di Orfeo TV, la prima televisione di strada, o Telestreet. Nata come strumento di provocazione situazionista  per difendere la libertà di informazione contro il monopolio televisivo berlusconiano, Orfeo Tv è stata una micro-emittente che trasmetteva via etere per un raggio di 150 metri nell’area circostante le vie Orfeo e Rialto. Il segnale era diffuso senza autorizzazione da un ripetitore TV su un “cono d’ombra”: una frequenza non utilizzabile dalle emittenti concessionarie. 

Due anni prima della nascita dei “social media” – piattaforme web che generano valore delegando la produzione dei contenuti agli utenti, Orfeo TV mirava a creare un tipo di valore diverso. Gli strumenti di produzione e trasmissione video erano a basso costo, non solo per facilitare la produzione diffusa di contenuti, ma soprattutto perché  i cittadini potessero realizzare quel “citizen journalism” che avrebbe garantito, nelle intenzioni, una maggiore democrazia nella sfera dell’informazione. Nella tv di strada si sperimentavano creatività, libertà di espressione, nuovi formati e linguaggi. Il gruppo redazionale era aperto alla partecipazione ed era organizzato in maniera non gerarchica: ognuna poteva proporre e realizzare i propri contenuti, nel rispetto di tre condizioni: antirazzismo, antifascismo, antisessismo. E ognuno sapeva di poter contare sulla collaborazione degli altri.

Orfeo TV permise inoltre di creare connessioni intergenerazionali tra i “ragazzi” del ‘77 di Radio Alice e alcuni studenti universitari attivi a Bologna. Non capita spesso, e quando capita il risultato è una televisione che trasmette su frequenze analogiche contenuti prodotti digitalmente e scambiati attraverso streaming web (prima di Youtube!). 

 

Infine, questa esperienza ha prodotto reti di relazioni tecno-politiche che hanno segnato i primi anni 2000 e sono continuate negli anni successivi. Il modello integrato di micro-televisione di quartiere e streaming web si riprodusse velocemente in tutta Italia, arrivando a contare fino a 200 emittenti. Dai centri sociali ai gruppi di scout, dai professionisti audiovisivi alle parrocchie, ai piccoli comuni, il network Telestreet ha condiviso produzioni, organizzato eventi come Eterea, coordinato l’appropriazione da parte di cittadine e cittadini di un sistema mediatico che in Italia non aveva mai visto una regolazione a norma di legge.