Dearest Fiona combina filmati d’archivio della collezione dell’Eye Filmmuseum di Amsterdam con la voce fuori campo di lettere scritte all’artista dal padre quando era una
studente alla fine degli anni Ottanta. Mentre ascoltiamo, il padre di Tan (doppiato dall’attore Ian Henderson) scrive della caduta dell’Unione Sovietica, dei disordini civili in Cina e della vita quotidiana della famiglia Tan stessa in Australia: attraverso le immagini del passato osserviamo uomini e donne che lavorano la terra e il raccolto e raccolgono i frutti del mare, vediamo mucche nei campi e vecchi che fumano la pipa, barche a vela che si muovono all’orizzonte. Sullo sfondo l’emergere dell’industria e dell’urbanizzazione e l’inevitabile insinuarsi della modernità. Assemblato da centinaia di ore di filmati che vanno dal 1896 alla fine degli anni Venti, Dearest Fiona prende vita con il suono struggente della campana di una chiesa, accompagnata da nuvole illuminate dal sole, una folla sulla spiaggia, una ragazza in abiti tradizionali olandesi, vivacemente colorati a mano e il cupo sciabordio del mare. La data pronunciata dall’uomo all’inizio del film – 2 agosto 1988 – risale a quasi un secolo prima di queste immagini.
La modernità si insinua così nelle fessure del passato, mostrando un mondo in continua metamorfosi guidato dall’industrializzazione, dal colonialismo e dal capitalismo.
«Per caso mi sono imbattuta in un mucchio di vecchie lettere, nascoste nel fondo di un vecchio cassetto della scrivania. Si tratta di lettere che mio padre mi scrisse a mano dall’Australia più di 30 anni fa, subito dopo il mio trasferimento nei Paesi Bassi nel 1988. Sono lettere ben scritte, interessanti e spesso divertenti, e mi hanno ricordato una serie di eventi – sia in patria sia sulla scena nazionale e internazionale – di cui mi ero dimenticato. Mio padre passa con disinvoltura da piccoli aneddoti sugli animali di casa e il babysitteraggio di Nikolas, il suo primo nipote, dalle seccature al lavoro o dai grandi eventi storici. dell’epoca: il massacro di Piazza Tienanmen, la fine del comunismo nell’Europa dell’Est, a Mandela primo primo ministro nero in Sudafrica . Mi meraviglia la sua capacità di riassumere i principali eventi globali dell’epoca e il suo stato calmo ed umano in relazione alle notizie del mondo.
Col senno di poi, mi stupisco dei tumultuosi ma così importanti eventi storici di quegli eventi che hanno plasmato in larga misura gli anni e i decenni successivi. Sono ombre lunghe.» — Fiona Tan