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Adriano Agottani

La liberazione di Roma, un film di famiglia

La liberazione di Roma, un film di famiglia

Domenica 4 giugno 1944: da dietro le imposte di una casa un cineamatore, Adriano Agottani, filma un momento che ora sappiamo essere storico, ma che allora segnava soprattutto, e finalmente, la fine della paura, dell’occupazione tedesca, della guerra. Le immagini dalla finestra mostrano i soldati tedeschi sfilare via, nella tarda mattinata, tra via Tuscolana e via Appia nuova. Agottani scende in strada con la sua cinepresa 9,5 mm, filmando gli sguardi increduli delle persone, in attesa di sapere se sia davvero finita. Le riprese si succedono in più momenti, dalle finestre, nelle strade, in piazza San Giovanni e in via Tasso, tra il 4 e il 5 giugno.

 

Presentiamo la versione inetgrale e restaurata del film a cura della Fondazione Home Movies, risultato di un lavoro di comparazione tra i materiali conservati nel fondo, possibile grazie ai riconoscimenti dei momenti storici registrati dalle immagini. Il film sarà disponibile fino al 30 giugno 2024. 

 

Le sequenze del film

 

Inizio – 01:24

Su una strada lastricata con sanpietrini camminano diverse persone, ognuna seguendo la propria direzione. Un ragazzino viene avanti correndo, sullo sfondo si vedono due ampi capannoni industriali aperti. Il 4 giugno 1944 è domenica, la mattina per le strade di Roma ci sono persone col vestito buono.
Il cineamatore, Adriano Agottani, inizia a riprendere da dietro la tapparella abbassata e ripiegata di una finestra posta ai primi piani di un palazzo. Siamo in via Tuscolana: ci aiutano a capirlo il sottopassaggio sulla destra, su cui passano le linee dirette alla stazione omonima e, di rimpetto alla finestra, la stazione di rifornimento della rimessa della STA, Società Trasporti Automobilistici, esistente a tutt’oggi.
Ma l’attenzione del cineamatore è rivolta verso qualcosa di strano, un elemento che incrina la quotidianità dei tanti mesi di occupazione nazista: i soldati tedeschi, alla spicciolata e senza badare alle persone in strada, camminano con armi e bagagli verso piazza San Giovanni in Laterano. Anche i loro mezzi, che siano motociclette, camion, ambulanze o mezzi corazzati, procedono nella stessa direzione, da sud a nord.

 

01:25 – 04:59

Cambio d’inquadratura, ovvero da una finestra diversa il cineamatore riprende la stessa scena: Agottani ha raggiunto casa di una cugina, dall’altra parte dell’isolato, all’angolo tra via Appia nuova e via Gela. Le ombre si sono accorciate, siamo attorno a mezzogiorno. Il passaggio dei soldati tedeschi all’altezza del Ponte lungo è più consistente, attraversano la città a piccoli gruppi, sfilando via a piedi, a passo veloce, in fila, senza interagire con le persone che affollano la strada. Un ragazzino sembra provocarli: si para davanti al loro passaggio, a gambe larghe, ma i soldati gli girano semplicemente attorno.

 

05:00 – 05:16

Ancora una nuova finestra: Agottani riprende dalla sua casa, all’angolo tra via Taranto e via Orvieto. Altre persone si sono affacciate per guardare quello che sta accadendo. Iniziano a formarsi in strada capannelli di persone, che parlottano e poi si dirigono altrove, probabilmente verso la Tuscolana.

 

05:17 – 05:25

Agottani scende in strada: la paura, nel cineamatore e nei passanti, inizia a lasciare spazio allo stupore. Un gruppo di uomini e ragazzini circonda un giovane con un fucile in mano, tenuto con il calcio all’insù. Le persone in strada sono diventate una folla, il cineamatore ne riprende gli sguardi, le espressioni, che non sono ancora di felicità: la tensione è ancora alta, la situazione sospesa, chissà cosa può ancora succedere. Leggiamo nei loro occhi una sorta di allucinata incredulità, al centro dell’inquadratura c’è un uomo che stringe un moschetto e non sa se può aprirsi in una risata liberatoria.

 

05:26 – 06:58

Solo all’arrivo dei mezzi degli alleati, carichi di nuovi soldati, quelli americani e britannici, la tensione finalmente inizia a sciogliersi: le persone sono diventate due ali di folla, tuttavia ancora composta, in osservazione. Siamo di nuovo in via Tuscolana, il giardino è lo stesso che prima si vedeva dalla finestra, è quello all’angolo con via Verbania.
Il cineamatore si volta, e riprende i mezzi scorrere con sullo sfondo via Saluzzo e il negozio di vini, oli e liquori all’angolo, la colonna procede verso piazza Asti, in direzione San Giovanni in Laterano.
C’è chi saluta con la mano, chi col fazzoletto, un ragazzino si volta verso la cinepresa e sorride mentre alle sue spalle passa un camion alleato.
La colonna si ferma e le persone si affollano attorno ai mezzi su alcuni civili si arrampicano e i soldati porgono loro presumibilmente sigarette e cioccolata.

 

06:59 – 12:14

Esplode la festa, molto probabilmente è il giorno successivo, il 5 giugno. In piazza San Giovanni in Laterano la folla si è radunata davanti alla basilica, passano alcuni camion e carriarmati alleati in mezzo alle persone. Un sergente con il berretto di un reggimento scozzese riprende con la sua cinepresa i ragazzini che si accalcano attorno a lui.
La festa al passaggio della colonna di mezzi alleati prosegue in un viale alberato, dove si vedono anche i segni dei bombardamenti dei mesi precedenti. Alcuni reporter militari filmano la folla che li acclama. Tre giovani soldati americani si fanno riprendere sorridenti davanti all’Altare della Patria, in piazza Venezia. Scherzano davanti alla cinepresa, forse anche loro sono increduli di essere arrivati finalmente lì.

 

12:15 – Fine

Il cineamatore riprende la facciata di un palazzo: un edificio razionalista per abitazioni divenuto drammaticamente famigerato in quegli ultimi mesi in quanto sede del comando e del carcere della Gestapo, in via Tasso. Il giorno prima un gruppo delle persone incarcerate è stato portato con un camion fuori città, poi fucilate in località La Storta.
Agottani alza lo sguardo sulle finestre murate, trasformate in feritoie e bocche di lupo, come se da mesi non avesse più potuto farlo, per guardare come può essere in apparenza comune, addirittura moderno e quasi elegante, un luogo di violenza e terrore.
Come lui, diverse persone si sono radunate in via Tasso, gli appartamenti che erano stati carcere in quelle ore stanno divenendo case per gli sfollati.
Gli ultimi istanti della ripresa di Agottani sono per via di Porta Maggiore e per le case bombardate. Le persone passeggiano e girano in bicicletta in quel paesaggio di distruzione, paradossalmente sorridendo alla cinepresa. La guerra è finita, almeno a Roma.

 

 

L’iniziativa si svolge nell’ambito di Archivi Vivi, progetto di promozione cinematografica che vede il sostegno della Direzione Generale Cinema e audiovisivo – MiC e Regione Emilia-Romagna Film Commission.

Informazioni

Paese

Italia

Anno

1944

Durata

13'

Formato

9,5mm